Plastica monouso vietata: cosa usare per asporto e delivery
Direttiva SUP e D.Lgs. 196/2021 spiegati per bar e ristoranti: cosa è vietato, cosa si può ancora usare e quali alternative scegliere per asporto e delivery.
In breve
Dal 14 gennaio 2022 in Italia (D.Lgs. 196/2021, che recepisce la direttiva europea SUP 2019/904) non si possono più immettere sul mercato posate, piatti, cannucce e agitatori in plastica monouso, né contenitori e bicchieri in polistirene espanso. Per asporto e delivery si usano carta e cartoncino, polpa di cellulosa e bagassa, legno e bambù, alluminio, oppure plastica biodegradabile e compostabile certificata EN 13432, che la legge italiana consente a determinate condizioni.
Attenzione
Questa guida riassume le regole in modo pratico, ma non è una consulenza legale: le norme cambiano e ci sono eccezioni. Per i casi specifici del tuo locale verifica con la tua associazione di categoria o con un consulente.
Asporto e delivery sono diventati una parte importante del fatturato di molti locali, proprio mentre le regole sulla plastica monouso si sono fatte più strette. Ecco cosa è cambiato e cosa conviene usare.
Cosa dice la legge
La direttiva europea SUP (Single Use Plastics, 2019/904) è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 196/2021, in vigore dal 14 gennaio 2022. Riguarda i prodotti in plastica monouso più diffusi nell'ambiente.
Non si possono più immettere sul mercato:
- posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette);
- piatti;
- cannucce;
- agitatori per bevande;
- contenitori per alimenti e per bevande in polistirene espanso (EPS), con i loro coperchi;
- tazze e bicchieri in polistirene espanso;
- qualsiasi prodotto in plastica oxo-degradabile.
Restano ammessi, con regole di marcatura: bicchieri (anche di carta con rivestimento in plastica), contenitori per alimenti in altri materiali plastici, salviette umidificate. I bicchieri che contengono plastica devono riportare la marcatura europea che lo segnala.
L'eccezione italiana: il compostabile
A differenza di altri Paesi, il decreto italiano consente l'uso di prodotti monouso in plastica biodegradabile e compostabile certificata secondo la norma UNI EN 13432, con una quota minima di materia prima rinnovabile, quando non ci sono alternative riutilizzabili praticabili (per esempio in mense, ospedali, eventi o asporto dove la stoviglia riutilizzabile non è gestibile).
Il compostabile è quindi una strada percorribile, ma non è "plastica libera": i prodotti devono avere la certificazione, e il loro smaltimento dipende dal Comune.
Le alternative per asporto e delivery
| Materiale | Pro | Contro | Adatto a |
|---|---|---|---|
| Carta e cartoncino | Economici, stampabili, riciclabili se puliti | Assorbono i liquidi se non trattati | Panini, pizza, fritti, dolci secchi |
| Polpa di cellulosa / bagassa | Rigidi, reggono caldo e unto, compostabili | Più costosi, non trasparenti | Primi, secondi, piatti caldi |
| PLA / CPLA compostabile | Trasparente (PLA), aspetto simile alla plastica | Il PLA non regge il caldo; costo | Insalate, macedonie, bicchieri freddi |
| Legno e bambù | Rigidi, naturali | Sapore e tatto per alcuni clienti | Posate, palette, spiedini |
| Alluminio | Reggono forno e caldo, chiudono bene | Non da microonde | Lasagne, piatti al forno, gastronomia |
| Riutilizzabili (vetro, plastica dura, acciaio) | Zero rifiuto, fidelizzano | Serve un sistema di reso e lavaggio | Clienti abituali, mense, aziende |
Caldo e liquidi
Il punto debole dell'asporto sono i piatti caldi con sughi e brodi. Prima di scegliere, prova il contenitore con il tuo piatto più difficile: 20 minuti di tragitto in uno scooter mettono alla prova qualsiasi chiusura.
Cosa cambierà nei prossimi anni
Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (UE 2025/40, PPWR) introduce gradualmente nuovi obblighi per la ristorazione. Tra quelli annunciati: lo stop agli imballaggi monouso in plastica per cibi e bevande consumati nel locale dal 2030, e l'obbligo per chi fa asporto di accettare i contenitori portati dal cliente e di offrire un'opzione riutilizzabile. Vale la pena tenerne conto quando scegli fornitori e materiali.
Come scegliere, in pratica
- Elenca i piatti dell'asporto e dividili per caldo/freddo, secco/umido.
- Scegli un materiale per famiglia di piatti, non uno per piatto: meno codici, meno scorte, meno errori.
- Prova le chiusure con i piatti reali e il tempo di consegna reale.
- Controlla le certificazioni (EN 13432 per il compostabile, idoneità al contatto con alimenti).
- Spiega al cliente dove buttare il contenitore: un'indicazione sul sacchetto o sullo scontrino evita errori di raccolta.
Per la gestione dei rifiuti dentro al locale vedi la guida sulla raccolta differenziata in un ristorante.
Trova i prodotti
Gli articoli citati in questa guida, nel catalogo Misee.
Domande frequenti
Posso ancora usare le posate di plastica per l'asporto?
No, le posate in plastica monouso tradizionale sono vietate. Puoi usare posate in legno, bambù, carta, oppure in plastica biodegradabile e compostabile certificata EN 13432 nei casi consentiti dalla legge italiana.
I bicchieri di carta sono ammessi?
Sì. I bicchieri non sono tra i prodotti vietati, ma quelli che contengono plastica, compresi i bicchieri di carta con rivestimento interno in plastica, devono riportare la marcatura europea che lo segnala.
Dove si buttano i contenitori compostabili?
Se sono certificati EN 13432 di solito vanno nell'organico, ma dipende dal regolamento del tuo Comune: alcuni impianti non li accettano. Controlla le indicazioni del gestore della raccolta.
Che sanzioni ci sono per chi usa plastica monouso vietata?
Il D.Lgs. 196/2021 prevede sanzioni amministrative che, per l'immissione sul mercato di prodotti vietati, vanno da 2.500 a 25.000 euro. Verifica con il tuo consulente i casi che ti riguardano.
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